Scusate il ritardo, ma fra la pizzeria ed il fatto che finalmente ha rinfrescato sono stata piuttosto occupata. Avevo un sacco di cose da stirare (prima non mi azzardavo ad accendere il ferro da stiro con quel caldo) e se devo dirla tutta devo ancora finire, ma stamattina mi sono messa di buona lena ed ho trascritto questo capitolo.
Ciao a tutte sissole, e spero a presto.
Love In Vein: Book Two – Capitolo 25 – White rooms Riassunto del capitolo: Buffy cerca di pensare mentre gira per i corridoi dell’ospedale aspettando di poter far visita a Xander. Spike la trova e le dice che possono vedere Xander. Spike ha una teoria sul Primo e si ritrova ad essere accettato dentro al gruppo.
Rating: 15 (per questo capitolo)
Buffy percorreva da sola il bianco corridoio mentre cercava di assorbire cosa il dottore le aveva detto su Xander. Non erano stati capaci di salvargli i diti ma era in condizioni stabili, ed era solo una questione di tempo prima che potesse ricevere visite e potessero vederlo. Sollevò un lungo sospiro mentre si girava e ripercorreva il lungo corridoio, i pensieri che l’opprimevano.
Spike era riuscito a salvare uno dei suoi amici facendolo svenire, provando che il Primo era solo forte tanto quanto il corpo che stava possedendo, ma lei non voleva pensare a cosa stava arrivando. Temeva quel momento. Il Primo si era di nuovo fatto vivo, e loro non erano stati neanche lontanamente vicini ad essere preparati, ed avevano pagato per questo. Qualunque cosa si fosse apprestata a fare, avrebbe dovuto farla velocemente ed essere da sola non era il migliore dei suoi piani in questo momento, ma aveva avuto bisogno di un po’ di spazio per pensare.
Si era sentita orribile quando aveva chiesto a Spike di rimanere con Anya e Giles fuori dalla camera di Xander. Lui aveva protestato così veementemente e con così tanto dolore negli occhi che lei aveva quasi ceduto.
Ma aveva bisogno di stare da sola, solo pochi minuti, ed aveva bisogno che Spike avesse cura di Anya e Giles stessero al sicuro così che lei poteva pensare chiaramente senza doversi preoccupare per loro.
E poi …
Stare da sola non era una sensazione che a Buffy piacesse, e nel momento in cui aveva iniziato a camminare, si era estesa e chiusa con le sensazioni di Spike, che le davano una sensazione di conforto.
Come se lui fosse stato lì con lei ma fosse assente al tempo stesso.
Aveva provato a contattare il gruppo di Angel la sera prima, ma senza nessun risultato. Un altro tentativo all’alba ancora non era stato fortunato ed ora stava iniziando a preoccuparsi anche per loro. Anche se erano stati fuori durante la notte, per l’ora dell’alba qualcuno avrebbe dovuto essere tornato in ufficio. Questo non le piaceva … suonava come se ci fosse qualcosa che non andava, e le faceva peggiorare la sensazione di nervosismo allo stomaco.
C’era qualcosa che non andava nel mondo oggi.
Non poteva puntarci il dito sopra, ma sentiva che le passate poche settimane erano state la quiete prima della tempesta, ed ora era stato colpito qualche punto chiave e da quel momento in poi tutto sarebbe stato in discesa. Le cose stavano cominciando a succedere e non intendevano darle il tempo di pianificare come aveva fatto in passato, il più di questa battaglia stava per essere combattuta con il solo istinto.
Una cosa era chiara. Aveva bisogno di informazioni e ne aveva bisogno velocemente. Il Consiglio era ancora in città e lei era disposta ad implorarli se era necessario per avere le informazioni che loro avevano sul Primo.
Buffy si girò e vide una snella ragazza dai capelli rossi al banco delle informazioni, e si mosse velocemente verso di lei, le lacrime le riempirono gli occhi quando la chiamò per nome.
<< Willow! >>
<< Buffy. >> Willow si girò ed avvolse le braccia attorno all’amica in uno stretto abbraccio, mentre le lacrime le rigavano le guance. << Dio … ho avuto il messaggio di Spike … dimmi che Xander sta bene. >>
Buffy sospirò nel collo di Willow e la strinse più forte che poteva senza farle del male. << Sta bene … aspettano che sia in grado di ricevere visite e poi potremo andare a trovarlo … non hanno … potuto … le sue dita … >>
<< Shhh … >> tubò Willow mentre sentiva i singhiozzi convulsi dell’amica e le accarezzò i capelli per calmarla. << La cosa più importante è che starà bene, Buffy. >>
<< È tutta colpa mia … >> lei riuscì a dire fra i singhiozzi, e Willow scosse la testa.
<< No, non parlare così. Tutti noi conoscevamo il pericolo in cui ci stavamo mettendo, è stata una sua scelta essere là con te, ed io sono sicura che continuerà a lottare con noi quando tutto questo sarà passato. >> Willow alzò lo sguardo e vide Spike osservarla dalla fine del corridoio e si sforzò di fargli un sorriso mentre lui la guardava preoccupato. Le era chiaro che lui avesse sentito lo sconvolgimento di Buffy e quando si avvicinò, riuscì a fargli un vero sorriso mentre osservava l’affetto dipinto sul suo volto.
<< Love? >> disse Spike in tono gentile e Buffy immediatamente gli gettò le braccia addosso. Tirandola su, chiuse gli occhi mentre lei gli avvolgeva le gambe attorno alla vita e si stringeva a lui. << Sta bene, baby … ora possiamo vederlo. >>
Trattenne Buffy per un lungo momento prima di lasciarla scivolare giù lungo il corpo per rimetterla in piedi e poi le asciugò le lacrime dalle guance con il polpastrello del pollice mentre lei lo guardava negli occhi.
<< Sembri stanca dolcezza. >> disse solcando le sopracciglia in un’espressione preoccupata e lei annuì. << Andiamo a trovare il tuo amico. >>
Buffy si asciugò in fretta gli occhi e prese un respiro profondo per prepararsi a vedere Xander per la prima volta da quando lo avevano portato in ospedale. Si allungò indietro e sentì conforto quando la mano di Willow scivolò nella sua, e poi afferrò la mano di Spike con l’altra.
Camminando giù per il corridoio con le due ragazze a rimorchio, Spike si scoprì a pensare a tutto quello che era successo quella notte. Poteva sentire come prosciugata di energia fosse Buffy, e poteva capire perché … lei aveva pianto quasi costantemente da quando era successo. Sapeva che una gran parte della ragione per cui lei aveva voluto starsene un po’ da sola era perché Giles l’aveva costantemente guardata sbalordito per come lei sembrasse essere sconvolta, e lei aveva iniziato a sentirsi come se dovesse essere di nuovo quella forte.
Desiderava poter distruggere l’idea sbagliata dell’ex Osservatore sulla forza della sua Cacciatrice. Tanto quanto lo addolorava dirlo, molto del potere di lei proveniva dal suo cuore. Non era solo perché la prima Cacciatrice aveva ricevuto il cuore di un demone; era piuttosto che straordinariamente il cuore di un’umana vinceva sopra la linea della Cacciatrice. La forza di Buffy proveniva dal suo cuore, dal suo amore per i suoi amici e la famiglia, dal suo amore per il mondo. Il peso che lei portava non era come quello di nessun altro ed era la forza del suo amore che le permetteva di fare quello per cui era chiamata.
Buffy amava profondamente.
Questo era il perché lei fosse la Cacciatrice più forte che avesse mai incontrato.
Lei era l’unica.
Aveva legami con il mondo che la facevano continuare a lottare, non importava quante ingiustizie le venissero ammassate contro, e quando uno di quelli che amava era ferito, lei aveva ogni ragione per essere turbata.
Spike le fece scivolare un braccio attorno alle spalle mentre si fermavano fuori dalla stanza e comprese che Anya e Giles dovevano essere già entrati.
Guardando giù agli occhi gonfi della stanca Cacciatrice nel suo abbraccio, Spike le tirò via i capelli dalle guance bagnate e sorrise quando lei lo guardò. << Ricordi quella volta in cucina con tua madre? >> le disse.
Buffy annuì mentre lo ricordava dirle che non doveva fingere attorno a loro.
<< Vale lo stesso per tutti, love, non trattenere i tuoi sentimenti perché qualcuno non capisce che se una ragazza in cuor tuo. Hai ragione di essere turbata … sii solo Buffy. >> le posò un bacio sulla fronte e la guardò entrare nella stanza. Aspettando un momento trovò Willow a sorridergli ampiamente mentre veniva verso di lui.
<< Parole sagge … sapevo che le avevi in te. >> Willow gli accarezzò il braccio come dimostrazione di affetto, il sorriso che gli faceva capire che era d’accordo con tutto quello che aveva detto.
<< È solo che non posso stare a guardarla reprimere tutto e spingere via le persone perché alcune di loro pensano che dovrebbe essere forte tutto il tempo. >> Spike le fece un breve ma sincero sorriso mentre lei gli annuiva e poi camminava verso la stanza.
<< Non entri? >> chiese Willow con un’espressione ansiosa.
<< Immagino sarà un po’ affollato là dentro. >>
<< Mancanza di spazio, si … così non ha niente a che fare con l’inserirsi o le fastidiose dimostrazioni di affetto che certamente succederanno? >> gli ghignò lei.
<< Limitati ad entrare. >> Spike la sospinse scherzoso e lei si divertì a fargli il broncio prima di entrare nella stanza.
Lui sospirò.
Stava veramente iniziando a piacergli la rossa. Aveva un’ardente temperamento e gli piaceva il modo in cui lo stuzzicava come se fosse stato davvero un altro membro della gang, non un vampiro da spingere da una parte come altre persone pensavano.
In quel momento il suo udito da vampiro decise di provargli che aveva torto su quel punto.
<< Dov’è Spike? >>
Sentì la voce di Xander risuonare chiaramente nell’animato chiacchierio della stanza, e piegò la testa da una parte. Quando Buffy gli apparve accanto, comprese che il suo udito non gli stava facendo degli scherzi.
<< Hey. >> Buffy gli diede un’occhiata che gli diceva che non capiva la sua scelta di rimanere fuori dalla stanza, e lo afferrò per un braccio. << Xander si stava chiedendo dov’eri. Io mi stavo chiedendo dov’eri. >>
<< Pensavo che poteva esserci un po’ di affollamento, lo sai, Centrale Scooby e tutto il resto. >> borbottò Spike a mo’ di scusa, ma guardandola negli occhi vide che lei non era disposta ad accettarla.
<< Centrale Scooby? In questo caso tu appartieni al suo cuore, con me. >> Buffy lo tirò per il braccio e sorrise soltanto quando lui roteò gli occhi.
Lui aveva una mezza idea di cosa andava incontro, sapeva perché Xander voleva vederlo e si chiese se Buffy stesse aspettando che lui reagisse nello stesso modo in cui aveva fatto quando lei lo aveva ringraziato.
Le cose cambiano.
Le persone crescono abituandosi ad ambienti diversi, e lui non era un’eccezione.
Se lei avesse scelto di ringraziarlo di nuovo adesso, l’avrebbe accettato e non visto come un segno di debolezza per aver fatto qualcosa di buono nella sua vita. Non stava cercando espiazione, non aveva bisogno di perdono per i suoi peccati come il suo gran sire faceva, così essere ringraziato era solo questo … essere ringraziato. Indipendentemente se questo era per un atto buono o cattivo, era tutto la stessa cosa alla fine … solo una dimostrazione di gratitudine per un atto non necessario.
Questo non cambiava chi lui era.
Sapeva in cuor suo di aver già fatto il suo tempo, stare attorno a Buffy per quasi ventiquattro ore al giorno nelle passate settimane lo aveva drammaticamente alterato, ma solo perché lui lo aveva permesso. Aveva lasciato libera quella parte di sé che aveva sempre combattuto e tenuto chiuso in catene, l’aveva fatta venire in superficie e straordinariamente lo sentiva giusto.
Sentirsi libero da costrizioni, non più incasellato nel ruolo di vampiro come così tanti altri. Poteva stare a cavalcioni sulla linea che, certe volte, separava appena il vampiro dal sé umano interiore.
Lo faceva perché poteva, perché parte di lui aveva sempre voluto essere capace di essere sia uomo che mostro allo stesso tempo.
Questo non aveva niente a che fare con la redenzione.
O l’espiazione.
Quindi perché farlo lo tratteneva dall’andare avanti?
Perché a volte facendolo sentiva come se fosse in una missione per migliorarsi, per mostrare al mondo intero quanto buono poteva essere?
Per provare che adesso era un uomo migliore, dopo tutte le sue esperienze, di quanto era stato nella sua vita.
Spike respinse quel pensiero e cercò di allontanarsene.
Sembrava che la redenzione non fosse qualcosa che vai cercando … era qualcosa che ti veniva a cercare. La vita ti dava le opportunità ed il destino guidava la tua mano conducendoti nella direzione giusta, tutto legato con un nodo perfetto di redenzione.
Improvvisamente sembrava che la sola cosa che aveva passato tanto tempo a respingere, lo avesse sempre condotto furtivamente giù per quel percorso.
Dal secondo in cui aveva visto la Cacciatrice era stato messo sulla strada della redenzione. Non l’aveva mai potuta uccidere, era sempre stato affascinato da lei ed aveva formato un patto con lei per salvare il mondo.
Poi, quando gli era stata data l’opportunità di prosciugarla senza che lei opponesse resistenza … l’aveva salvata.
Drusilla era stata la sua salvezza da una vita di mediocrità, Buffy doveva essere la salvatrice per i suoi peccati … lei gli stava restituendo la sua vita.
Solo che lui non era sicuro di volerla veramente.
Parte di lui si sentiva ingannato dal destino … la parte demoniaca.
L’altra parte di lui era curiosa su dove tutto questo lo avrebbe condotto.
<< Spike? >> Buffy lo strattonò ancora per il braccio mentre i suoi occhi rimanevano vitrei, le labbra leggermente contratte dai pensieri.
<< Huh? >> Spike alzò le sopracciglia e sbatté le palpebre.
<< Vieni? E non darmi ad intendere che questo è il tuo modo di fare. >> lo stuzzicò Buffy e poi lasciò che l’espressione le diventasse seria quando il viso di lui rimase assente. << Stai bene? Sembri un po’ troppo pensieroso. >>
Spike rimediò un sorriso. << Anche troppo “pensieroso” come dici tu. >>
Entrando nella stanza con la mano della sua ragazza ben stretta nella sua, Spike si fermò e guardò esitante verso Xander. Aspettò per un momento che lui dicesse qualcosa e quando divenne palese che erano entrambi in lotta per come si sentivano strani ed a disagio nell’accettarsi, Spike ruppe il silenzio.
<< Mi dispiace per la mascella, amico. >> provò a tenere la voce ferma e fece la sua migliore espressione indifferente all’attenzione che tutti gli stavano dando.
<< Nessun problema. A dire il vero … volevo quasi ringraziarti per … avermi ammaccato la mascella ed avermi salvato le dita. >> balbettò Xander dando a Spike un sorriso nervoso.
<< Quando vuoi. >> disse rapidamente Spike e trovò che Buffy gli stava sorridendo ampiamente come una madre orgogliosa mentre gli stringeva il braccio.
Buffy solcò le sopracciglia mentre lasciava il fianco di Spike muovendosi verso Xander. << Mi dispiace così tanto, vorrei averlo saputo, vorrei che tutto fosse andato in modo diverso. >>
<< È tutto a posto, dimmi soltanto che lo prenderemo a calci nel sedere quando saremo pronti. Inoltre, se sarò veramente fortunato potrò mettermi un guanto come Luke Skywalker. >>
<< Devo prima prendere a calci nel sedere il Consiglio. Anche se non sapevano di questa abilità del Primo, personalmente li ritengo responsabili ed ho in piano di far passar loro l’inferno. >> Buffy si sedette sul letto accanto a Xander e lo vide sorridere quando gli accarezzò la mano.
<< Il solito allora. >> lui osservò Buffy lisciargli la mano con un cipiglio sul volto mentre lo guardava. << Hey … va tutto bene, Buffy … >>
Quando una lacrima le scivolò sulla guancia, Xander gettò uno sguardo nervoso verso Spike e si stupì di trovarlo sembrare rilassato mentre lui stava toccando la sua compagna.
Spike si estese e sentì le sensazioni di dolore di Buffy, poteva dire che lei voleva abbracciare l’amico. Era una naturale reazione per lei, voler abbracciare e ricevere conforto da Xander dopo tutto quello che avevano passato, e Spike comprese che questo avrebbe potuto essere dannoso per l’obbligazione familiare se non glielo lasciava fare.
Quando Buffy seguendo lo sguardo di Xander lo guardò da sopra la spalla, lui annuì in calma approvazione.
Buffy avvolse strette le braccia attorno al collo di Xander e cercò di trattenere le lacrime quando sentì Willow e poi Anya unirsi all’abbraccio fra amici.
Xander fece un largo sorriso di fra mezzo alle tre ragazze.
<< Queste sono le mie ragazze. >> avvolse le braccia attorno a loro meglio che poteva e cercò di ignorare il modo in cui Spike aveva arcuato il sopracciglio.
Rilasciando le amiche sorrise a turno a tutte loro e notò che l’espressione di Buffy era ancora una volta pensierosa.
<< Cosa ti passa per la mente, Buff? >> disse, guardandola mordersi il labbro pensierosa.
<< Vorrei sapere come; come il Primo ha potuto possedere uno di noi, perché? Ci deve essere una ragione se ha scelto te, la scelta logica avrebbe voluto che fossi io o Spike. Usare noi per farci fuori tutti. >> Buffy si guardò da sopra la spalla verso Spike ancora una volta, e vide che anche lui era profondamente pensieroso.
<< Forse ha questa cosa, come un contorto desiderio di farci soffrire tutti? >> offrì Willow.
<< No … non ha senso. >> disse piano Buffy.
<< Non ne ha. >> concordò Giles guardandola da dove era fermo vicino alla finestra. << Se il Primo voleva far soffrire Buffy avrebbe dovuto scegliere di possedere Spike, fargli uccidere tutti noi davanti ai suoi occhi … lei probabilmente non lo avrebbe potuto fermare. >>
<< Il male fatto carne. >> bisbigliò Spike e tutti si girarono a guardarlo.
<< Cosa? >> Buffy si alzò in piedi e andò verso di lui dove se ne stava appoggiato contro il muro.
<< Il Primo. È il male in sé stesso, e c’è del male in tutti noi, giusto? Il Primo può assumere la forma di chiunque sia morto, ma cosa se non potesse tanto possedere ciò che è morto … quanto piuttosto ciò che è già male fatto carne? >> Spike mantenne gli occhi chiusi con quelli di Buffy per tutto il tempo in cui parlava spiegando a voce i suoi pensieri. << E se non può possedere te perché sei l’incarnazione del bene … >>
Buffy lo interruppe mentre comprendeva dove si stava dirigendo. << E se può solo possedere umani con capacità maligne? >>
<< Ma tutti gli umani hanno la capacità di fare del male. >> Willow non sembrava convinta mentre guardava da Buffy a Xander. << Ed io non penso che Xander abbia niente di cattivo nel suo corpo. >>
Xander non sembrò esserne così sicuro.
<< Ricordi al liceo? La gita allo zoo? Sono stato posseduto dal male … la iena. Posso ancora ricordare cosa provavo e le cose che ho fatto, come se ne fosse rimasta una traccia in me. >> Xander incontrò gli occhi di Buffy.
<< Quindi, tu eri vulnerabile … ma questo non significa che gli altri non lo fossero. >>
<< Io. >> disse piano Anya mentre alzava la mano. << Ex demone? >>
Spike sollevò le sopracciglia. << Vediamo di fare il punto. Xander è stato posseduto dal male in passato, così questo lo ha reso vulnerabile. La ragazza demone ha fatto il suo giusto compito di dannata vendetta, il che significa che avrebbe potuto essere a rischio anche lei, ma la sua possessione l’altra notte non avrebbe avuto lo stesso grosso impatto su Buffy. Non sono sicuro della mia teoria sul perché non ha scelto me. Buffy è il campione delle persone e pertanto implicitamente buona, tranne quando è in quel periodo del mese ed in quel caso il Primo sarebbe stato troppo occupato a correre sulle colline. >> Spike agitò le sopracciglia quando Buffy gli sparò un’occhiataccia. << L’Osservatore deve avere un po’ di atti oscuri nel suo passato … e poi c’è la Rossa. >>
Willow sorrise nervosa.
<< Non percepisci il male … >> Spike guardò verso di lei che continuava a sembrare preoccupata. << mischiato con il potere magico andare contro la tua volontà? >>
<< Sta scherzando, Will. Stai scherzando, giusto? >> Buffy era la sola a sorridere nervosa ora; il pensiero di una strega che andava fuori controllo non era attraente. Lei era praticamente impotente contro la magia.
<< Cosa possiamo fare? Voglio dire, la maggior parte di noi è a rischio, non è così? >> Xander guardò verso Buffy con un sorriso speranzoso.
<< Non lo so. Fino a quando non potrò contattare Angel ed incontrarmi con il Consiglio non c’è molto che possiamo fare, eccetto stare in guardia e fare pensieri felici. >> Buffy offrì un’espressione di scusa ai suoi amici e poi si avvicinò a Spike. << Cercherò ancora di trovare Angel, qualcosa non mi torna, era pieno giorno l’ultima volta che l’ho cercato.
<< Sono sicuro che va tutto bene. >> disse Spike a denti stretti mentre osservava la preoccupazione affiorarle negli occhi. << Probabilmente si è solo perso nelle fogne. >>
Buffy sorrise al suo tentativo di tirarle su il morale e poi gli avvolse le braccia attorno, la testa posata vicino alla sua spalla.
<< La mamma tornerà presto. >> rifletté, mentre osservava Willow ed Anya parlare con Xander … era bello vedere i sorrisi sui loro volti, anche se alcuni non erano entusiasti.
<< Dovrebbe essere di ritorno, love. Tu stai bene? >> Spike abbassò lo sguardo su di lei che tirò indietro la testa per incontrare i suoi occhi, poteva vedere la stanchezza scritta sul suo volto. << Hai bisogno di riposarti un po’, recuperare un po’ di forze, ne avrai bisogno per contattare ancora il Consiglio. >>
Buffy annuì.
La prospettiva di dover organizzare un altro incontro con il Consiglio non era piacevole. Questa volta voleva farlo in qualche posto più familiare e più confortevole del Magic Box. A sua madre non sarebbe importato se portava il Consiglio a casa, ed in un ambiente semplice c’era la possibilità che forse fossero più civili con lei.
Sembrava succedere tutto nello stesso momento. Angel stava facendo un atto di sparizione che le sembrava stranamente familiare; era qualcosa che sembrava fare ogni volta che aveva bisogno di lui. Il Primo aveva deciso di sconvolgere le cose e lei non sapeva quanto tempo avrebbe aspettato prima di cominciare a fare poco a poco a pezzi il suo mondo fino a quando non sarebbe rimasta solo lei.
Ed ora aveva bisogno di incontrarsi ancora con Quentin Travers.
Sperava con tutto il cuore che le cose andassero bene questa volta e che le avrebbero dato le informazioni di cui aveva bisogno in cambio di semplici scuse.
Poteva vivere con l’orgoglio intaccato fintanto che i suoi amici erano al sicuro.
Buffy guardò su a Spike mentre la conduceva fuori dalla stanza e giù per il corridoio.
Qualcosa le diceva che le cose non sarebbero andate lisce, non importava quanto intaccava l’orgoglio.
Qualcosa le diceva che adesso era sulle montagne russe che portavano alla fine di questa battaglia, non c’era via di uscita.
E oltretutto, le cose stavano per peggiorare.